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[BLOGNOVEL] Alice nel Paese delle paranoie, Cap. IX

03/07/2013 di NayaN

PUNTATE PRECEDENTI

«Insomma, si può sapere chi diavolo siete? E che cose volete da me? E voi due, lì davanti, non ve l’hanno insegnato che dare le spalle a una signora è maleducazione?»
Il tizio seduto sul lato del passeggero si volta mostrando un naso da pugile e una bocca che avrebbe bisogno di un prolungato tete a tete con un dentista.
«D’accordo, forse è più educato se rimani di schiena… però, diamine, potete almeno dirmi chi siete? E dove mi state portando?»
Stavolta a parlare è l’uomo sul sedile posteriore accanto a me. Indossa un passamontagna bianco e i suoi occhi azzurri sembrano tagliare il tessuto aderente. Il suo sguardo mi è molto famigliare, eppure non conosco nessuno con gli occhi così chiari. Nessuno di reale, intendo.
«Noi non abbiamo un nome. O almeno, non come lo intendi tu. E ti prego, non fare come con Creatura, non abbiamo bisogno che sia tu a darcelo…»
«Certo, come no… e vi aspettate che ci creda? Forza, ditemi di quale gruppo fate parte.»
«È la verità, Alice» risponde il tizio alla guida.
«Come fai a conoscere il mio nome?»
«Sappiamo chi sei. Non c’è bisogno che t’inventi strane parentele con Oscar» replica il mio vicino di posto.
«Siete dei GPA?»
«No. Siamo… entità.»
«Entità?»
«Esattamente.»
«E perché delle entità dovrebbero rapirmi?»
«Non ti abbiamo rapita. Ti abbiamo presa qualche minuto perché dobbiamo parlarti.»
«Ma santa pazienza, non potevate parlarmi lì in strada? Ho rischiato un infarto!»
«Le entità arrivano quando meno te li aspetti, non lo sai?»
«Come le disgrazie, insomma. E sono sempre brutte allo stesso modo?» chiedo indicando con il mento il tizio seduto davanti.
«Quello è Desiderio. Si è ridotto così a forza di correre dietro alle sue voglie. Per fortuna ogni tanto Forza di Volontà, quello alla guida, glielo impedisce. Comunque tanto piacere, io sono Coscienza.»
«Desiderio, Forza di Volontà e Coscienza. Un terzetto che non promette nulla di buono. Posso sapere cosa avete da dirmi? Non per mettervi fretta eh, sia chiaro, ma io stavo andando a cercare una certa persona… anzi, non è che per caso sapete dove suonano i Gusci & Rose?»
«È proprio di questo che dobbiamo parlarti.»
«Dai! Mi state portando da Alex? Non so davvero come ringraz…»
«No. Io e Forza di Volontà ti stiamo portando il più lontano possibile da lui. Desiderio non era d’accordo, abbiamo dovuto prendere anche lui altrimenti sarebbe stato impossibile spiegarti quello che dobbiamo spiegarti.»
«Oh, non vorrei aver frainteso eh, ma lo hai detto con un tono… sembra che stia facendo chissà cosa… quello è il mio mito dell’adolescenza, permetti che voglia conoscerlo?»
Ma Coscienza prosegue con tono austero.
«Quando hai incontrato Moroni, non hai notato niente di strano?»
«Mmm… lasciami pensare… no, mi pare proprio di no.»
«Rifletti.»
«No.»
«Rifletti, ho detto. Proprio niente di strano?»
«Beh, per un attimo mi è sembrato di essere seguita.»
«Esatto. Quello era Desiderio.»
«Ah, ecco. Allora non era solo un’impressione.»
«Desiderio ti stava spingendo alla ricerca di Alex Rosa. Per fortuna l’ho visto, e l’ho preso per la collottola prima che potesse condurti da lui.»
«Ma tu gli affaracci tuoi mai, eh?»
«Ovvio che no. Altrimenti che Coscienza sarei?»
«E perché non dovrei incontrare Alex? Che ci sarebbe di male?»
«Tu non conosci davvero tutti gli aspetti delle persone che popolano questo mondo, Alice. Non conosci davvero le colpe e i meriti che si portano dietro, non sai in che situazioni puoi andarti a cacciare. Tu hai solo la tua visione di loro. Ma qui ognuno ha una propria personalità, tutti sono esseri viventi proprio come te, esseri che pensano, che agiscono, che vivono. E soprattutto, non sai quali saranno le conseguenze delle azioni che compirai qui. Conseguenze sulla tua vita e su quella di Daniele.»
«Perdonami, Coscienza, ma inizio a sentirmi un po’ confusa… cosa stai cercando di dirmi? Che c’entra Daniele?»
«Stai attenta a quello che fai, dai retta a me. Ciò che sembra così bello e così innocente potrebbe portare a disastri che neanche puoi immaginare… fai un favore a te stessa: goditi per un po’ il tuo mondo senza creare legami di nessun tipo.»
«Eh, ora addirittura disastri? E che sarà mai? Voglio dire, anche se mi facessi una scop… cioè, se mi capitasse di incontrare Alex Rosa, in fondo qui nulla è reale…»
«Non è così. Tu lo vivrai, Alice. Lo vivrai davvero. Daniele no, ma tu sì, come tutte le altre cose che pensi e che rendono la realtà vera la tua realtà. Quindi anche se Daniele non lo saprà mai, tu lo saprai. Saprai di aver fatto una cosa sbagliata e te ne pentirai. Ricordi cos’è successo quando hai tradito Daniele la prima volta?»
«Certo che lo ricordo. Sono stata malissimo. L’ho persino lasciato perché non ce la facevo a fare finta di niente… ma scusa eh, ma tu che ne sai?»
«Oh santo cielo… ma come che ne so? Sono o non sono la tua Coscienza? Dove pensi che fossi in quei momenti?»
«Ah, non lo so. Di certo se fossi stato un po’ più attento magari non sarei finita a letto con quello stronzo.»
«Okay. Farò finta di non aver sentito l’ultima frase. Comunque… vuoi che si ripeta una simile situazione?»
«Oh, senti. Queste restrizioni mi fanno incazzare di brutto, lo sai? Più una cosa mi viene vietata, e più mi viene voglia di farla.»
«Pensi che non lo sappia? Guarda che io con te ci convivo da oltre trent’anni…»
«E allora? Se come dici tu è tutto reale, perchè Daniele non è qui? Voglio che veda questo posto con me, devi andarlo a prendere! Perché se questo posto fosse reale, Daniele sarebbe qua con me. Voglio andare a casa, cazzo! Portatemi a casa!»
Coscienza sbuffa annoiato. Desiderio si volta accennando quello che dovrebbe essere un sorriso e mi porge una sigaretta.
«Calmati ora, sei solo nervosa. Vai da Alex e divertiti. Coscienza ha sbagliato, non doveva permettersi di dirti cosa fare, perdonalo.»
«Non ho sbagliato» replica piccato il mio vicino di sedile, il dito puntato contro lo strambo inquilino del sedile anteriore «e lo sai tu come lo so io, Desiderio.»
«E tu non hai nulla da dire?» chiedo rivolgendomi a Forza di Volontà.
«Io? È già tanto se esisto… guardami» dice voltandosi: il suo viso diafano è quasi trasparente, riesco a vedere i vasi sanguigni sotto la pelle.
«Non hai un bell’aspetto, sai?»
«Neanche tu lo avresti se fossi morta almeno un centinaio di volte.»
«Cioè? Vorresti insinuare che io non ho forza di volontà?»
«Ti faccio solo un esempio. Di’ un po’ Alice: quante volte hai smesso di fumare?»
«Mmm… due? Anzi no, tre. Ecco, sì, tre.»
«Facciamo pure cinque. E ogni volta, mi hai sepolto sotto montagne di giustificazioni che scusa se te lo dico eh, ma facevano proprio ridere… però come vedi, io risorgo sempre.»
«E potresti essere pure un pochino più volitivo, no? Mica posso fare tutto da sola… va beh, ma allora? Cosa dobbiamo fare? Posso andarci o no da Alex Rosa?»
«Io dico di sì» esclama Desiderio.
«Io invece dico di no» gli fa eco Forza di Volontà.
«Allora l’ago della bilancia sei tu, mia cara Coscienza…» mugugno dandogli di gomito.
«No, Alice. Solo tu puoi decidere.»
«In realtà io avrei deciso da un pezzo… anzi, se ora, di grazia, lorsignori vogliono farmi scendere da quest’auto e magari darmi pure un piccolo suggerimento su dove dirigermi…»
«È vero, avevi già deciso, ma non sapevi quello che sai ora.»
«Capirai, come se mi aveste detto chissà cosa…»
«Ora però sai che ogni azione che compirai qui, potrà avere delle ripercussioni sulla tua vita. Quella normale, intendo. Quella con Daniele.»
«E allora? Che cosa devo fare?»
«Ora Forza di Volontà fermerà la macchina e scenderemo tutti e quattro. Desiderio s’incamminerà verso il luogo in cui potrai trovare Alex Rosa. Forza di Volontà, ovviamente, andrà dalla parte opposta. Io resterò al tuo fianco. Sarai tu a scegliere dove andare. Ma sappi che io, in un caso o nell’altro, ti seguirò.»
«E figurati… non mi libererò mai di te, vero?»
«Temo di no.»
«Okay. Effedivu, ferma ‘sta macchina, va.»
«Come mi hai chiamato?»
«Effe, Di, Vu. È un acronimo. Forza di Volontà è troppo lungo.»
«Lo vedete?» piagnucola rivolgendosi ai due compari «Non ha nemmeno forza di volontà a sufficienza per dirlo per esteso…»
«Oh, che palle! Ferma ‘sto macinino e scendiamo, forza. Non ho tempo da perdere, io.»
Detto, fatto. EffeDiVu frena il catorcio in un’enorme radura e in un batter d’occhio i due bizzarri occupanti dei sedili anteriori scendono, inchiodandosi di fronte all’automobile, schiena contro schiena. Cacchio, che posto allucinante… non c’è niente, qui. Non ci sono alberi, non ci sono piante, solo un ruscelletto rinsecchito che scorre dietro di noi. Certo, in questo panorama distopico e surreale un corso d’acqua non ci sta granché bene, ma ho giusto una sete del diavolo, la mia immaginazione deve avermi fatto un favore. Menomale va’.
«Non toccarla!» urla Coscienza imbizzarrito.
«Ho sete!»
«È radioattiva, idiota.»
Dannata professoressa d’inglese del liceo, sia maledetta lei e il suo Orwell!
Coscienza mi prende per un polso – in maniera piuttosto sgarbata, in verità, in fondo non sono mica una criminale! – e mi posiziona di fronte alle due Entità.
Ci siamo. Devo scegliere. Alex Rosa o no? Tradimento o fedeltà? Divertimento o serietà?
Cacchio, in fondo ho trentacinque anni. E ci sono passata. So benissimo cosa significa far soffrire la persona che ami per un capriccio. È una cosa terribile.

EffeDiVu inizia ad avanzare verso destra. Desiderio, ovviamente, muove i suoi passi verso sinistra.
Tutto quel dolore, quelle lacrime, quel vuoto che sembra risucchiarti e non finire mai, trascinandoti sempre più giù, sempre più nel buio, nell’oscurità, nel nulla… con che faccia potrei tornare da Daniele e dirgli che l’ho tradito ancora?
«Alice…»
«Coscienza, rilassati. Sto decidendo.»
«Devi scegliere, Alice.»
«Lo so, lo so! Un attimo, cribbio!»
Te lo ricordi, Alice? Te lo ricordi quando ti mettevi a letto accanto a Daniele e non riuscivi nemmeno a farti sfiorare perché il senso di colpa ti masticava gli alluci?
EffeDiVu e Desiderio si allontanano sempre di più. Quasi non riesco a distinguerli.
«Ehm…»
«Oh che palle! Un attimo, ho detto!»
D’accordo. Ho capito. Ho capito tutto.
Ma prima che possa muovere un passo, Coscienza mi afferra per un braccio e mi spintona dietro a Desiderio.
«Cammina, imbecille che non sei altro. Alex ha il volo tra tre ore!»

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