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[BLOGNOVEL] Alice nel Paese delle paranoie, Cap. VI

29/09/2012 di NayaN

Usciamo dal Revolution lasciandoci alle spalle chiacchiere e fumo, ma sembra che il nostro cammino non sia destinato ad andare troppo lontano; Oscar infatti mi conduce in un vicolo dietro il locale e si ferma davanti a un portoncino in legno, uguale a tutti gli altri che affacciano sulla strada. Sgattaioliamo dentro premurandoci che nessuno ci veda, e c’incamminiamo lungo un corridoio, stretto e puzzolente di muffa e vino, ma abbastanza lungo da concedermi il lusso d’inciampare almeno sette volte.
Man mano che avanziamo, l’odore aspro di mosto si fa più persistente, finché finalmente intravedo una flebile luce in fondo al corridoio, una saletta male illuminata dove riesco a scorgere André che ci aspetta, seduto dietro una scrivania invasa da fogli spiegazzati. A dire il vero, più che in un covo di rivoluzionari sembra di stare in un’osteria dei Castelli Romani: magari dietro l’angolo c’è una porchetta sullo spiedo.
Intorno ad André un manipolo di loschi personaggi segue i suoi discorsi con interesse, e solamente il nostro ingresso distoglie l’attenzione dei seguaci dalle sue parole.

«Enfin, vous êtes ici.» borbotta André rivolgendosi a me e Oscar, mentre un mormorio di disappunto si alza nella stanza.
«Je suis désolé André, j’ai eu à résoudre une question. Quoi de neuf?»
«Pardon, madam et messier» m’intrometto «d’accordo, siete francesi, e i francesi non amano parlare altra lingua che non sia il francese, perché voi avete l’Operà, le baguette, la Tour Eiffel e bla bla bla… ma vi dispiacerebbe esprimervi in italiano? Sapete, nella fretta di venire qui ho dimenticato a casa il dizionario. Tra l’altro, gradirei essere presentata a tutti questi signori, sempre che la cosa non vi crei troppo disturbo, sia chiaro.»
«Stupide
«Oh, stupide a chi? » inizio a gesticolare come un’invasata in direzione di André, sporgendomi verso l’altra parte della scrivania «ora non esageriamo, eh? Per quanto mi riguarda posso anche girare i tacchi e andarmene, sai quanto me ne frega della vostra insulsa guerra del cacchio? Siete voi che mi avete trascinata qui, io stavo tanto bene a casa mia, con il mio cane e i miei libri!»
«Perdonalo Alice» esclama Oscar mentre cerca di contenere la mia rabbia «siamo tutti un po’ nervosi, ultimamente, specialmente André, che ha le responsabilità maggiori, qui.»
«Me ne frego delle sue responsabilità, è da quando sono arrivata che mi tratta come se fossi l’ultima delle imbecilli. Potrà star bene a te, che sei Lady Oscar François de Jarjayes, Rosa di Versailles ecc…ecc…, ma a me no, non sta bene proprio per niente! Ti ricordo, mio caro André Grandier, che se non fosse per me, tu non esisteresti nemmeno, chiaro il concetto? Ora pretendo le tue scuse.»
Andrè sbotta a ridere, isterico. Lo vedo guardare Oscar di traverso, aspettando un suo cenno. L’adorata francesina annuisce con un lieve movimento del capo.
«Désolé» mi dice tra i denti.
«Non ho sentito. Come hai detto?»
«Je suis désolé, madame Alizé!» stavolta quasi urla.
«Bene, cominciamo a ragionare.»
Nel frattempo, gli altri ospiti della stanza sono ammutoliti. Evidentemente non si aspettavano di trovarsi davanti un’Alice così risoluta; considerando l’opinione che André sembra avere di me, non credo che la mia figura fosse preceduta da attestati di stima e parole d’elogio.
Oscar mi presenta agli altri membri della Nuova Resistenza.
«Alice, loro sono Kelly e Tati» mi dice indicandomi due sventolone in tuta aderentissima che accavallano maliziosamente le gambe su un divanetto «mentre loro sono Goemon, Sheila e Jigen.»
«Ma non mi dire… la seconda sorella Occhi di Gatto se la fa con il samurai di Lupin?» esclamo stupefatta.
«No» mi corregge Oscar «in realtà se la fa con il pistolero…»
«Oh, poco male, poco male. Sapevo che eri sprecata per quel cretino di Matthew» dico rivolgendomi direttamente a Sheila «ti ci vuole un uomo risoluto, a te. E poi su… diciamoci la verità… quel Matthew era un pesce lesso, immagino che anche a letto non fosse poi ‘sto fenomeno, no? Brava, bella scelta! Sai che a casa ho il volto del tuo uomo sul tappetino del mouse? A proposito, ma dov’è Lupin?»
«E dove vuoi che sia? Starà correndo dietro alle sottane di Fujiko, come al solito» borbotta Goemon.
«Allora, ragazzi, da dove cominciamo?» esclamo piena d’entusiasmo, mentre prendo una sedia e mi accomodo di fronte alle pile di fogli di André.

«Credo che la cosa migliore sia iniziare a dirti come sono composti i GPA. Conoscere il nemico è l’unico modo per sconfiggerlo» e così dicendo, Oscar inizia a scavare nella montagna di carta e prende un foglio su cui è disegnato una specie di organigramma, lo appende al muro con una puntina da disegno e chiede ad André di far luce con una torcia.
«Come vedi, i GPA sono divisi in due fazioni» mi dice indicando la parte inferiore dell’organigramma con una bacchetta «una operativa e l’altra organizzativa, le Bande Ruole e le Orecchie Nere. Per comodità le chiameremo BR e ON.»
«Mi ricorda vagamente qualcosa…»
«Nelle ON ci sono menti fredde e calcolatrici, che organizzano attentati e sequestri al solo scopo di destabilizzare l’ordine costituito ad Aliciolandia. Le BR sono il braccio armato dei GPA, personaggi spietati in grado di far fuori chiunque si frapponga tra loro e la missione. Ricordi il mendico che abbiamo incontrato prima?»
«E chi se lo scorda, quello… pensa che nella mia città volevano erigergli persino un monumento!» rispondo sconsolata.
«Bertolino Crassi è uno dei leader delle ON.»
«E perché non lo hai fatto fuori quando lo abbiamo incontrato?» protesto.
«Per diversi motivi: innanzi tutto, ti ho detto che la Nuova Resistenza non usa la violenza; in secondo luogo, Crassi non sa che noi sappiamo, ma soprattutto, cosa più importante, non è a lui che miriamo. Dobbiamo capire chi c’è sopra, in alto. Molto più in alto.»
«Scusa, e quella cosa con scritto “Pi-3” che roba è?» le chiedo, indicando la casellina disegnata sopra le due organizzazioni criminali.
«Quella è la cricca che impartisce gli ordini. Sono loro che individuano gli obiettivi da colpire, le ON si limitano a stabilirne le modalità e le BR eseguono.»
«E chi c’è a capo di questa cricca?»
«Un’oligarchia composta da tre burattini: Otello, Silvio Baldanzoni e Heathcliff, il proprietario di Cime Tempestose.»
Un brivido gelido percorre la mia schiena nel sentire il nome di Heathcliff. Conosco questa sensazione, è paura. Anzi no, è proprio fifa blu.
«Oh mio Dio! Passino Papi e il moro di Venezia, ma Heathcliff… Dio mio, ma è un disastro! Una tragedia! Non riuscirò mai a guardarlo in faccia senza scoppiare a piangere… lo odio, lo odio!»
Il solo pensiero di affrontare quell’uomo mi terrorizza e mi fa irrompere in un interminabile valanga di singhiozzi.
Kelly si alza dal divanetto e mi porge un fazzoletto e un bicchiere d’acqua.
«Ma hai tolto il neo?» le chiedo osservandole le labbra carnose.
«Sì, l’anno scorso.»
«Peccato, ti faceva molto Marylin.»
«Possiamo riprendere e lasciare i pettegolezzi per dopo?» interviene spazientita Oscar, lanciando un’occhiata ad André che inizia già ad agitarsi.
«Certo…» replico abbassando la testa, piena di vergogna per quel mio improvviso pianto disperato; mi sento come quando la maestra mi sorprendeva ad appiccicare caccole sotto il banco.
«Manca un tassello, Alice, un tassello molto importante» esclama Oscar, indicando con la bacchetta la casellina più alta di tutte, sopra alla Pi-3, su cui troneggia una grande X di colore rosso «Qui, Alice. È qui che devi arrivare, devi scoprire chi c’è a capo dei GPA, devi scoprire a chi riportano Otello, Baldanzoni e Heathcliff. Puoi riuscirci solo tu, sono anni che noi della NR ci proviamo inutilmente.»
«Ah beh, mi chiedete una robetta facile facile insomma… E com’è che dovrei fare?»
«Devi infiltrarti nei GPA, fingerti una di loro, mimetizzarti con il nemico, farti portare dal Capo e riferirci tutto passo passo.»
«Ma allora Ghellara aveva capito tutto prima di me… Forse Billy dovrà aspettare per avere la sua maglia nella cuccia…»
«Come dici?»
«Nulla, nulla d’importante. Ma questi GPA sono violenti?»
André e Jigen si alzano contemporaneamente, il primo raggiunge Oscar di fronte all’organigramma, l’altro si spilla un bicchiere di rosso direttamente da una botte e si rimette seduto a fianco di Sheila.
«Abbiamo scoperto che hanno messo a punto dei sistemi piuttosto sofisticati: riescono a individuare gli obiettivi sensibili, li seguono, li sequestrano e li fanno sparire» irrompe André «nessuno sa che fine abbiano fatto i tre rappresentanti del governo scomparsi nel nulla nell’ultimo mese.»
«Considerando che siete ancora qui con i pezzetti di carta, mi chiedo quale sia la vostra idea di sofisticato…»
«I GPA hanno delle strane macchine» prosegue André «dove basta inserire poche parole in codice per avere immediatamente a disposizione mappe, planimetrie, orari… Sappiamo per certo che l’unico della Pi-3 a sapere come farle funzionare è Otello.»
«E pensare che quell’imbecille di Daniele ha sempre sostenuto che le dispense di “pc facile” non servissero a niente! Se lo avessi saputo prima non le avrei mai riposte accanto a Shakespeare… Comunque, avete già un piano?» chiedo ad André, che tra tutti mi sembra quello con le idee più chiare.
«Stanotte rapiremo Desdemona, e tu ti sostituirai a lei nella vita di Otello. Il Moro stravede per lei, ti concederà qualunque cosa gli chiederai.»
«Ci penserò io a renderti uguale a lei, Alice» bisbiglia Kelly «non devi preoccuparti, Otello non noterà la differenza. Sono piuttosto esperta di travestimenti.»
«Ma una che fa una fine migliore no, eh? Che so… per esempio Veronica Baldanzoni? Okay, mi pare di capire che non è possibile…»
«Allora, Alice, pensi di farcela?» stavolta è Tati, la gatta più piccola, a miagolare dal suo comodo divano mettendomi ancora di più sotto pressione.
«Solo tu puoi fare qualcosa per salvare Aliciolandia» aggiunge Sheila.
«Ci proverò… ma non subito. Ho tempo fino a stanotte, no? Prima voglio farmi un bel giro del villaggio e divertirmi un po’. Ci sono diverse persone che vorrei incontrare, prima di rischiare la pellaccia. Almeno questo potete concedermelo, in fondo sono qui per salvarvi…»

Non sembra che i miei compagni siano troppo entusiasti della mia idea, ma cacchio, sono o non sono la padrona qui?
Prima che possano contraddirmi, imbocco il corridoio puzzolente al contrario e in men che non si dica sono di nuovo alla luce del sole.
Aliciolandia, aspettami! La tua padrona sta arrivando!

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