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Oggi, 31 Maggio 2010: prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

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31/05/2010 di NayaN

Facciamo un po’ di chiarezza

Aspiranti scrittori di successo, mi rivolgo a voi. Avete buttato via per mesi il vostro tempo, il vostro sonno, la vostra fervida immaginazione su un manoscritto, e pensate possa essere il best seller del secolo? Più semplicemente, se siete un po’ più modesti, credete che il vostro testo sia pronto per essere pubblicato?

Bene, siete nel posto giusto. Leggete qui, oggi voglio darvi alcune informazioni importanti per imparare a conoscere un po’ di più il mondo dell’editoria italiana.

 E’ necessario fare un primo distinguo tra le figure, presenti in una casa editrice, che si occupano dei manoscritti nella loro fase primordiale, ovvero le persone che trattano il vostro capolavoro prima del processo di stampa e grafica.

 Solitamente esistono tre figure distinte: il correttore di bozze, l’editor (o curatore editoriale) e il revisore del testo. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’editor e il revisore del testo sono la stessa persona e svolgono i due compiti nel medesimo tempo. Più in generale parleremo quindi di editing includendo anche i compiti del revisore del testo.

Il correttore di bozze ha esclusivamente il compito di rivedere il libro in termini ortografici, grammaticali e sintattici, ossia è colui che corregge i refusi, che aggiusta i tempi verbali, che si accorge degli errori macroscopici.

L’editing, invece, è un lavoro certosino, non assimilabile in alcun modo alla correzione della bozza.

L’editing è il lavoro che rende il vostro manoscritto, già corretto dal correttore di bozze, da “interessante” a “libro di possibile successo”, ossia colui che si assicura che il materiale ricevuto sia conforme alle aspettative dell’editore, che ne evidenzia carenze e mette in luce possibili  aggiustamenti, che si accorge delle eventuali incongruenze, degli anacronismi, che migliora, a livello strutturale (trama, costruzione dei personaggi, dialoghi, ecc.) , il testo presentato dallo scrittore.

L’editor ha quindi il compito di aiutare lo scrittore a rendere il suo manoscritto coerente, ben costruito, intrigante; insomma, l’editor è colui che rende il vostro grezzo manoscritto un prodotto adatto alla vendita.

 Spesso si confonde la correzione della bozza con l’editing e la revisione del testo. Come vi ho appena spiegato, non sono assolutamente la stessa cosa.

Editoria a pagamento e editoria libera: le differenze macroscopiche.

Innanzi tutto specifichiamo che in Italia chiedere un contributo economico per pubblicare un libro è totalmente e assolutamente legale.mo che  Possiamo discutere sulla moralità, sugli effetti dell’editoria a pagamento nel panorama culturale italiano, ma ciò non toglie che nessun editore a pagamento debba essere considerato un ladro o un delinquente solo perché chiede all’autore di contribuire alle spese.

 Ora spieghiamo la differenza tra un editore a pagamento e un editore non a pagamento.

L’editore a pagamento è quell’editore che, una volta ricevuto il manoscritto di un esordiente, gli propina una proposta di pubblicazione che prevede un esborso in termini economici da parte dell’autore, sia in termini di acquisto copie del proprio libro (modalità largamente diffusa), sia in termini puramente economici a copertura di qualsivoglia servizio (correzione di bozza, editing, impaginazione, grafica e quant’altro). Naturalmente, l’editore non a pagamento è colui che accetta di pubblicare il tuo libro senza che tu sia costretto a tirare fuori un solo centesimo.

Il contributo richiesto varia da editore a editore; c’è chi chiede poche centinaia di euro e chi arriva a chiederne addirittura settemila. Le motivazioni con cui gli editori a pagamento giustificano la richiesta di contributo sono molteplici: costi di produzione, costi di promozione, costi di distribuzione, eventuali giacenze da ripagare, il fatto che in Italia non si legge (e qui si danno la zappa sui piedi da soli, visto che uno dei motivi per cui in Italia non si legge è che il mercato è saturo di titoli a dir poco scarsi, ma questo lo vedremo in seguito). Soprattutto, la maggioranza degli editori a pagamento NON fa selezione, a volte leggono solo la sinossi, fanno la proposta e poi, solo poi, cercano in qualche modo di mettere a posto il manoscritto tramite un sommario lavoro di correzione della bozza e di editing. Pensate anche ai tempi di risposta: un editore che vi risponde dopo una settimana non è credibile. Avete idea di quanti titoli riceva in una settimana un editore, di quanto tempo ci voglia per leggerli tutti, sviscerarne gli aspetti migliori e fare una proposta di pubblicazione? Specialmente quando non parliamo di major e consideriamo che una piccola-media casa editrice ha sì e no tre o quattro collaboratori che fanno tutto.

Ci sono anche alcune case editrici che chiedono contributo solo in determinati casi, proponendo ad alcuni contratti a pagamento, ad altri contratti totalmente liberi, sulla base di criteri stabiliti dalla politica di ognuna delle case editrici in questione.

Perché l’editoria a pagamento fa male agli autori 

L’editore, come chiunque altro intraprenda una propria attività in proprio (scusate il gioco di parole) è un imprenditore. E chiedendo ai suoi “fornitori” ossia ai suoi autori di pagare per lui, tutto o in parte, azzera quasi completamente il rischio di impresa.

Immaginate di avere un negozio di abbigliamento; nel momento in cui vi accorgeste che i costi sono più dei ricavi, vi sognereste mai di chiedere ai vostri fornitori di pagarvi per acquistare da loro? O più semplicemente chiudereste baracca e burattini? Bene, gli editori a pagamento, anziché chiudere, fanno leva sui sentimenti e sui sogni degli autori, chiedendo loro di autofinanziarsi; quindi l’editore a pagamento non si espone a nessun tipo di rischio, o comunque, si espone ad un rischio molto, ma molto limitato.

E’ logico presumere che l’editore che è già rientrato della maggioranza dei costi sostenuti non ha alcun  interesse nel promuovere il vostro libro come si deve.

Al contrario, un editore che non chiede all’autore di contribuire economicamente in nessun modo, ha tutto l’interesse a promuovere il testo, perché ha investito i suoi soldi, il suo tempo su di voi, e soprattutto i suoi introiti dipenderanno esclusivamente dal successo (e quindi dalle vendite) del vostro libro.

Cosa significa tutto questo per un autore esordiente?

In primis implica il dubbio che il vostro testo non venga pubblicato perché ritenuto meritevole ma solo perché viene visto come un introito sicuro da parte dell’editore.  

In secundis, considerate l’eventualità che una volta sborsati i vostri soldi per acquistare le vostre copie tutto sarà finito lì; la maggior parte degli editori a pagamento NON fa promozione, NON fa distribuzione, NON si impegna in alcun modo affinché il mondo conosca il vostro nome. Quindi chiedetevi se vale veramente la pena sborsare migliaia di euro solo per vedere il vostro nome stampato su una copertina. E ricordate che in questo caso esistono sempre i Print On Demand, ossia quei siti da dove è possibile stampare il vostro manoscritto come se fosse un vero e proprio libro.

E in ultimo, sappiate che le major dell’editoria e i critici letterari non prendono quasi mai in considerazione gli autori e le opere pubblicate con una casa editrice a pagamento, perché ritenute di basso profilo e scarsamente selezionate. Quindi se decidete di pubblicare con loro, sappiate che in qualche modo vi imprimete un marchio addosso, che difficilmente riuscirete a togliervi.

Perché l’editoria a pagamento fa male ai lettori

In Italia vengono pubblicati annualmente circa 60.000 nuovi libri. Quelli che riescono a emergere e a diventare best-seller sono pochissimi, forse una decina l’anno, ad essere buoni, e sempre di grandi nomi, tranne rarissime eccezioni.

Molti, moltissimi dei quasi 60.000 titoli pubblicati ogni anno in Italia sono di editori a pagamento, tant’è che in libreria è praticamente impossibile trovarli, perché le librerie accettano solo i grandi nomi.  

Quando l’editore a pagamento vi dice che la distribuzione non è capillare ma il vostro libro è comunque ordinabile, fermatevi un attimo: una volta esaurito il giro di amici, parenti e conoscenti a cui avrete detto del vostro libro, una volta esauriti i canali promozionali standard (facebook, blog e simili), come farà il resto della gente a conoscere e ordinare il vostro libro se non lo troverà in nessuna libreria?

E’ un circolo vizioso: più libri ci sono più è difficile emergere. Più libri ci sono in circolazione, e più è probabile imbattersi in titoli decisamente scarsi. Più ci si imbatte in titoli scarsi e meno si ha voglia di comprare libri. Così gli editori a pagamento continuano a sfornare titoli che giacciono nel dimenticatoio dei singoli autori, e i lettori ricevono sempre meno qualità in cambio di sempre più quantità.

Perché l’editoria a pagamento fa male all’editoria libera

Il proliferare degli editori a pagamento porterà pian piano alla scomparsa delle piccole e medie case editrici libere, a danno e discapito sia degli autori che dei lettori, perché arriveremo ad una situazione in cui esisteranno solo le major, (che come sappiamo tutti difficilmente pubblicano esordienti), e le case editrici a pagamento.

Cosa possiamo fare

Innanzi tutto, iniziamo a conoscerli, informiamoci, apriamo gli occhi, stabiliamo delle priorità: ci riteniamo autori validi, meritevoli di emergere? Bene, siamo anche e sicuramente dei lettori, e in quanto tali evitiamo di accrescere gli introiti degli editori a pagamento, evitiamo di acquistare i loro libri.

Come autori, evitiamo di inviare i nostri manoscritti agli editori a pagamento, e soprattutto evitiamo di cedere alle loro proposte.

Prendetevi il vostro tempo, aspettate un bel po’ e mandate il vostro manoscritto a tutte le case editrici non a pagamento che hanno una collana editoriale in linea con il vostro testo.

Se, trascorso un ampio arco di tempo (non meno di un anno), dopo aver inviato il vostro manoscritto a svariate case editrici libere vi accorgerete che nessun editore non a pagamento vi proporrà di pubblicare, riflettete per un attimo sul fatto che riuscireste a pubblicare solo pagando; a volte l’umiltà e l’ammissione dei propri limiti sono le uniche strade che si hanno per crescere veramente. Probabilmente non siete ancora pronti, probabilmente il vostro stile è ancora troppo acerbo per affrontare il mercato, e chi vi dice che invece siete dei bravi scrittori lo fa solo per farvi tirare fuori migliaia di euro!

E soprattutto tenete a mente che non è assolutamente vero che in Italia pubblicano gratuitamente solo i raccomandati, non è assolutamente vero che in Italia puoi pubblicare solo pagando: ci sono centinaia di giovani autori che sono riusciti a pubblicare senza tirare fuori un solo centesimo, e io ne conosco molti.

 In ultimo, ricordate che la tecnologia ha fatto passi da gigante, e oggi è possibile farsi conoscere anche solo tramite la rete, con gli e-book. L’e-book  è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Si tratta quindi di un file consultabile su computer, telefonini di ultima generazione, palmari ed appositi lettori digitali.

E se siete dei nostalgici della carta, esiste sempre la possibilità di stampare il vostro libro con un POD (boopen, lulù e simili) senza andare ad ingrassare le tasche degli editori a pagamento; vi assicuro che il risultato è molto simile, e i costi sono nettamente inferiori.

E ORA DENUNCIATECI TUTTI!

Ecco alcune delle tante voci in rete che oggi si sono mosse contro l’editoria a pagamento e a favore della libera informazione.

http://www.sambucaflambe.com/2010/05/contro-leap-la-testimonianza-di-peppino/

 http://www.casteloricalco.eu/archives/1472

 http://www.booksblog.it/post/6356/no-eap-ovvero-la-prima-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento

 http://autoriesordienti.forumcommunity.net/?t=37887336

 http://appuntidiscritturacreativa.tumblr.com/post/649615884/editoria-a-pagamento

 http://sulromanzo.blogspot.com/2010/05/prima-giornata-nazionale-contro.html

 http://autoriesordienti.forumcommunity.net/?t=37887336

 http://jjblanche.blogspot.com/2010/05/315210-prima-giornata-contro-leditoria.html

 http://massimojuniordauria.wordpress.com/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/

 http://blog.libero.it/MyCaptain/view.php?reset=1

 http://www.writersdream.org/blog/2010/05/contro-leditoria-a-pagamento-3/

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