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un lungo viaggio poco comprensibile.

13/07/2009 di NayaN

Sono appena tornata da un lungo viaggio dentro me stessa, ed ora ho bisogno di fermarmi un attimo ad analizzare ciò che ho visto, ciò da cui non riesco a distogliere l’attenzione, quel qualcosa che assorbe ogni singolo istante della mia giornata, quel qualcosa di cui non riesco a fare a meno ma che allo stesso tempo vorrei ricacciare nel buco nero dal quale è uscito.
Ho paura.
Vorrei aver fame, vorrei aver sete, vorrei aver sonno, vorrei avere qualunque bisogno naturale e invece improvvisamente tutto è sparito. Da qualche giorno mangio solo perché so che di qualcosa mi devo nutrire, dormo solo per convenzione, ma tutto questo non mi pesa. Questa corrente mi trascina via senza che io riesca a fare niente per arginarla, per quanto provi ad allontanarmi sono obbligata a trascorrere ogni attimo della mia vita con lei, e non so fino a quando sarà così.
Sto male eppure mi viene da sorridere, sto bene eppure piango molto. Sto facendo una fatica immane per lottare contro la forza dell’incomprensione. Sono incredibilmente stanca.
Un’alternanza di pensieri ed emozioni che cozzano uno contro l’altro facendo un rumore insopportabile, un boato sordo che cattura ogni mio senso e non mi permette di prestare attenzione a nient’altro.
Se provo a definire il senso di queste emozioni, quella che mi rimbalza contro con più violenza è proprio quella che da tempo cerco di reprimere, quella più dannosa, più pericolosa.
La rabbia. Rabbia per essere arrivata a comprendere cose di un’importanza devastante e aver voluto condividere ciò che ho capito. E’ troppo, troppo da sopportare, non possono esserci giustificazioni idiote come quelle che ho sentito, o peggio ancora, non può essere capito e lasciato a marcire in un angolo, coperto da un lenzuolo di ipocrisia su cui si accumulerà come al solito la polvere del tempo e della vigliaccheria. Ed è solo colpa mia, solo colpa mia come al solito.
Non sto parlando di un’illusione, io la sento dentro, la sento sotto la pelle, nelle vene, che scorre e pulsa ogni giorno sempre con maggiore forza, sempre con maggiore violenza, so che c’è. Mi fa incazzare come una bestia l’idea di non essere capita, di essere fraintesa. Mi fa incazzare come una bestia la sensazione di essere stata derubata di una cosa così preziosa. Mi fa incazzare ancora di piu’ di aver avuto bisogno di vedere qualcosa che non c’era per arrivare a capire una cosa cosi’ semplice. Vaffanculo. A te, ma soprattutto a me.
Ho paura.
Di tutto e di niente, di essere compatita, perchè so che dovrei essere io a compatire chi non capisce quanto sia devastante essere improvvisamente, essere e basta, senza fronzoli, senza aggiustamenti di sorta, essere. Con la porta di noi stessi spalancata facendo entrare tutta la luce, tutta la musica che c’è, talmente tanta luce da rimanere accecati, talmente tanta musica da rimanere storditi.
Anche io come te vorrei che tutto fosse più facile, vorrei affacciarmi da questo castello che mi traballa sotto i piedi e trovare una mano tesa che mi afferri e mi trascini via, perchè ci vuole coraggio per sentire, per sentire veramente, ci vuole coraggio per essere onesti, ci vuole coraggio e basta.
Ho paura della tua paura.
Delle paure di chi ha la possibilità di spalancare la porta e non lo fa, e non lo fa perchè ha paura di chi può trovare li’ dietro ad aspettare, non capendo che li’ dietro ad aspettare c’è solo il vero essere, quello che deve farti smettere di avere paura una volta per tutte a prescindere da quanto siano amare le conseguenze, perchè smettere di avere paura significa accettare tutto, anche di sputare in faccia la verità quando non si ha voglia di farlo, e non si ha voglia di farlo solamente perchè si ha paura di soffrire o far soffrire.
Vorrei sentirmi dire che non ho capito un cazzo, che non è niente di tutto questo, lo vorrei veramente, per ricrollare nuovamente nell’oblio dell’illusione, della non realtà, perchè li’ è tutto molto piu’ semplice, eppure sento che non posso fermarmi, che non posso credere che sia cosi’. E cosi’ facendo mi illudo ancora una volta. E allora vaffanculo di nuovo. Vaffanculo perchè te ne andrai, perchè te ne sei già andato, ed io non volevo che tu te ne andassi, non volevo. Vaffanculo perchè la tua indifferenza mi fa soffrire, ma mi fa soffrire ancora di piu’ la tua presenza a metà. Percio’ vaffanculo e basta.
Impazzisco dalla voglia di dare, di regalare, di condividere tutta questa bellezza e non posso farlo, non posso, non posso perchè non ho ancora capito come si fa. Mi riempie dalla testa ai piedi, mi colora di tutti i colori piu’ belli che ho, e nonostante questo riesco ad odiarla, perchè mi fa sentire terribilmente diversa, perchè vorrei riuscire a spiegare cos’è e riesco solamente a dire che è. Riesco solamente a dire che per la prima volta sono, che per la prima volta amo, e quando lo dico mi sento sciocca perchè so che chi vorrei che lo capisse non puo’ farlo, so che è necessario saperlo vivere per capirlo, per capire che è quell’amore che non ti fa sentire il bisogno di avere semplicemente perchè ti fa essere. Ed io sono.
Ma Tu, mi sa di no.

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