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girano le ciribiricaccole

22/05/2009 di NayaN

Giorgio oggi aveva una caccola (esiste un termine meno volgare di caccola per indicare quelle cose odiose che ti invadono il naso?) che gli dava fastidio, ma quel fastidio insopportabile, una di quelle caccole dure che ti fanno male al naso, diciamo un lastrone, ecco.
Allora se n’è andato in bagno e con un pezzetto di carta igienica l’ha tirata fuori. Che sollievo… Eccola la, l’ha guardata giacere sulla carta, inerme. Gli è sembrato davvero strano che una cosetta come quella gli avesse dato tutti quei fastidi.
Ad una cosa basta cambiarle di posto per vederla sotto un’altra prospettiva. Per non considerarla più come un problema, o come una gioia, o come qualunque cosa degna di attenzione, insomma, basta spostarla per farle perdere importanza. Se provi a pensarci, è davvero tutto riconducibile a questa semplicissima teoria. Se vuoi una cosa, la vuoi intensamente, e soffri per la sua mancanza perchè ce l’hai lontana, nel momento in cui essa si avvicina non ti fa più soffrire. Stessa cosa per quello che non sopporti e hai troppo vicino. Ma a pensarci bene, la “cosa” è sempre la stessa. Cambia soltanto il luogo in cui si trova. E purtroppo non è detto che tu riesca sempre ad allontanare quello che non vuoi e attirare quello che invece vuoi. Quindi? Dovresti non volere. E per non volere dovresti “spostare” i tuoi pensieri per riuscire a vederli sotto quella famosa prospettiva alternativa.
Tutto, ma proprio tutto quanto è terribilmente relativo. Eppure quella cosetta inutile che Giorgio vedeva su quel pezzetto di carta era la stessa che fino a un secondo prima gli stava facendo perdere la calma dal fastidio che gli dava. Quella caccoletta finchè è stata nel suo naso, è stata il catalizzatore del suo malessere. E’ bastato spostarla, dal naso al pezzetto di carta, per far sì che non fosse più oggetto di preoccupazione, e dimenticarla.
E a pensarci bene, questo succede con la maggior parte delle cose.
E questo bisognerebbe fare con tutte le cose. Anche con i pensieri. Prenderli da dove sono, e spostarli. Per riuscire a guardarli con gli occhi dell’arbitro di te stesso e non più soltanto con i tuoi.
Perché se ti basta un dito per eliminare un motivo di ansia o preoccupazione o meglio, di attenzione, pensa cosa potresti arrivare a fare con la mente.
Ma se non ti va di impegnarti troppo, puoi sempre comprarti un flacone di Lisomucil e una buona scorta di fazzoletti di carta.

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