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al primo appuntamento

22/05/2009 di NayaN

-Ciao.
-Ciao, tu… saresti?
-Me, ovviamente
-Si, chiaro, anche io sono io… Intendo dire, chi sei…?
– Non ho detto che sono io.
-Ti ho chiesto chi sei, hai risposto che eri tu, o sbaglio?
-Esatto.
– Ma mi stai prendendo in giro?
-Assolutamente no.
-Allora semplicemente non vuoi dirmi chi sei…
-Te l’ho detto già due volte, evidentemente non ascolti, ma non mi stupisce.
-Ok, allora ciao eh…
-Ciao.

-Sbaglio o sei ancora qui?
-Mi sembra chiaro
-Perchè non te ne vai?
-Perchè non posso.
-Cosa ti trattiene? Perchè non puoi andartene?
-Tu mi trattieni
 -Beh, non lo so…  Mi hanno sempre insegnato che per conversare ci vogliono almeno due interlocutori.
-Infatti io ti ho salutato per primo
-Si, ma non vuoi parlare…
-Davvero?
-Non vuoi dirmi chi sei, e io non amo parlare con chi non si vuole far riconoscere.
-Ma io ti ho detto già due volte chi sono, stai mentendo.
-Sarei un bugiardo?
-C’è un punto di domanda di troppo.
-Ah, ottimo. E tu chi saresti per giudicarmi, visto che nemmeno mi conosci?
-Sei monotono, Sergio.
-Sai il mio nome, io non so il tuo, non è corretto.
-Si, forse hai ragione, ma cosa lo è?
-Tu sei uno che non ha di meglio da fare che rompere le palle a me?
-Se vuoi vederla cosi’, diciamo di si.
-Posso chiamarti Piero?
-Preferirei non essere chiamato, ma se ne hai bisogno, fai pure.
-Ciao Piero.
-Ciao Sergio
-Come mai da queste parti?
-Dovresti chiederlo a qualcun altro, io non ti so dare una risposta
-E a chi dovrei chiederlo?
-A Piero, magari
-Ma Piero sei tu, quindi ho chiesto alla persona giusta.
-No, io non sono Piero.
-E chi è Piero?
-Lo chiedi a me? Hai parlato tu di Piero.
-Non conosco nessun Piero, mi dispiace.
-Bene, nemmeno io, un problema in meno.
-Ora, assodato che tu non sei Piero, e che Piero non esiste, sai dirmi a chi potrei chiedere la ragione che ti ha portato qui?
-Si, so dirtela.
-E…?
-E…?
-Non ho altro tempo da perdere, ci vediamo.
-Se ci rivedessimo, sarebbe soltanto per causa tua.
-Non credo… Non frequento spesso questi posti.
-Non c’è bisogno di frequentare nessun posto.
-Dovrei cercarti?
-Tu hai continuamente bisogno di me, per fare qualunque cosa.
-Davvero? Mi sembra di aver vissuto una vita abbastanza completa anche prima di cinque minuti fa.
-Ne sono certo, anche se il tuo concetto di vita completa è abbastanza scarno.
-Mi stai facendo incazzare.
-Prevedibile anche questo.
– Cosa dovresti essere? Una sorta di angelo custode? Uno spirito?
-Niente di cosi’ concreto, non ho queste ambizioni.
-Mettiamola cosi’, ti conosco?
-Il fatto che io sia qui, è già un buon segno.
-Un buon segno per cosa?
-Per iniziare a conoscermi.
-E chi ti dice che io ne abbia voglia?
-Beh, dovresti
-E perché?
-Perché non è carino non voler conoscere chi ti permette di parlare quando hai voglia di discutere.
-Io ora non ho alcuna voglia di discutere
-Non parlo di ora, anche se non credo che tu non abbia voglia di discutere.
-Tu dubiti troppo.
-Io non dubito mai.
-Non mi pare.
-Mi hai mai sentito pronunciare la parola “dubitare”?
-Non mi pare, ma non ho prestato molta attenzione alle tue parole
-Ne ero certo. Ennesima dimostrazione.
-Le tue certezze dovresti esporle prima che si verifichino i fatti, affinché siano credibili.
-Non ho bisogno di essere credibile, sarebbe sufficiente che mi credessi tu. Almeno per iniziare.
-Iniziare cosa?
-Iniziare a fare quello che finora non hai mai fatto.
-Cioè?
-Vedere.

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