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ai piedi dell'arcobaleno

22/05/2009 di NayaN

La frase famosa di un film recita “Non può piovere per sempre”.
Anna guarda oltre il vetro appannato, sporco di pioggia. Tutto appare distorto, i confini dei palazzi e dei lampioni ondeggiano spazzati dal miraggio di qualcosa che non c’è. Tutta la vita vista da dietro un vetro appannato appare così. Confini distorti e poco delineati, una mamma che prende per mano suo figlio ed ecco che all’improvviso quel gioco di bambino si confonde improvvisamente nel mondo dei grandi, senza neanche accorgersene. La vecchia bicicletta che affronta la salita scontrandosi con la macchina fiammante, cinque candeline che non si spengono su una torta comprata per le nozze d’oro, mani che ti raccontano di quell’amore che poi ti viene negato, un ciondolo a forma di chiave che apre la grotta di tufo in cui sono conservati ricordi e rimpianti, mescolati in un unico ruggito che ti aggredisce ogni volta che lo guardi senza convinzione. Loro stanno lì apposta.
Troppo spesso Anna ha creduto di osservare tutto con occhi innocenti, ma non sapeva che non era quella la verità, che quei confini e quei limiti non erano reali, che sarebbe bastato aprire la finestra e ripulire quella patina di vapore per capirlo. Non aveva avuto il coraggio di annusare l’odore dell’aria pulita, mai. Le entra con troppa prepotenza nei polmoni, ne ha paura, meglio continuare a respirare l’aria sporca e lamentarsi che nessuno abbia già pensato di purificarla per lei. In fondo diamo sempre troppa importanza all’apparenza, perché tutto è apparenza quando non si capisce dove risieda la sostanza.
Oggi non c’è il sole, oggi non c’è la luce, eppure Anna sa com’è il mondo dietro quelle nuvole, ed è un mondo che in certi momenti riesce ad apparire duro ed impossibile, in altri fantastico, ma non è reale, non lo è mai, nè quando vorrebbe tuffarsici dentro, nè quando vorrebbe chiudersi in camera sua e non uscirne più. La sostanza di quel mondo è soltanto in lei, in come lei decide di vederlo, in come lei decide di viverlo.
La responsabilità di rendere il suo mondo diverso a volte le spacca la schiena, la sotterra, e la lascia lì, stanca, con la voglia di dire “è tutto inutile“, ma poi la costringe a cercare intorno a lei quei pochi brandelli di forza rimasti per ricominciare tutto da capo, per lei, per coloro che ama, per la vita che ama.
E Anna ricomincia da capo, ogni volta un po’ più delusa, un po’ più cresciuta, un po’ più tutto quello che serve per imparare a rialzarsi dopo ogni caduta. Anna ha iniziato questo vortice di pensieri con una citazione, le piace concludere allo stesso modo.
La vera forza non è nel non cadere, ma nell’avere la capacità di rialzarsi.
E sempre più spesso quando Anna si rialza, si accorge che finalmente è uscito il sole.

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