Google+

Cosa non mettere in valigia

05/02/2009 di NayaN

Hai fatto cosi tanta strada per arrivare fin qui. Ti è toccato partire bambina con la valigia di cartone, ci tenevi i rossetti finti, il fracasso dell’erba che cresce, le confidenze del rivolo, l’incisione fucsia delle azalee.

Ci tenevi un astuccio di gemmee la chiave del cespuglio.

Gli occhi hanno preso il colore del cielo a forza di guardarlo, per una bambina che sapesse già camminare la radura era il più sicuro dei box, ma anche il più insidioso. Poteva dirti all’orecchio di tenere con te parole come” si può fare a meno degli uomini”.

Non si capisce perché il tempo avrebbe dovuto fare sconti proprio a te, e la valigia si è appesantita delle scarpette da ballerina imbrattate di pece, promessa sbugiardata nel tempo di una rosa.

Poi qualche uomo ha provato a prenderti, gli hai detto non è il caso. Ti ha presa lo stesso, non ti sei fatta prendere lo stesso, il suo problema non era affar tuo. Certo che anche questo è finito in valigia, come poteva essere altrimenti?

La radura schiacciata dal condominio, in casa finestre sempre più chiuse, il peso della valigia ti allungava le braccia formate ma non finite, hai provato a provare l’anima che non restava accordata, hai detto “perché no” ad uomini che facevano a meno della tua parte di spasso, le braccia reggevano meglio la valigia più pesante.

Sei andata nelle città, hai capito che il tuo posto non era nei posti, era dove dicevi “ecco”, mentre di casa non ce la facevi a dire.

Per esempio il corpo rispondeva preciso, l’anima non si lasciava nemmeno fare domande.

Hai tenuto la mano di chi non ce la faceva a non morire, hai cambiato la fiducia di chi doveva guarire da solo, hai passato informazioni senza lesinare sulla voce, senza risparmiare le mani.

La strada non finiva, la tua schiena ballava dritta anche con le scarpe chiuse nella valigia.

Hai fatto fatica a parlare davvero, non potevano credere, e allora hai parlato per come volevano, perché anche essere gentile è meglio di niente. Ma le parole avanzate hanno reso la valigia quasi impossibile da portare.

Hai fatto così tanta strada per arrivare fin qui.

Ma adesso se vuoi ti puoi sedere, di là c’è un bagno caldo

Ti puoi sedere, di là c’è un frigo pieno

Ti puoi sedere mentre di qua la apro io, la tua valigia

E ti mostro che dentro c’erano solo un paio di farfalle dure a morire.

(Luciano Ligabue)

Annunci
Il blog di www.copylefteratura.org

Se il mondo fosse un enorme centro commerciale, l’arte non esisterebbe.

lotirofuori

Se non qui, dove ?

gretacerretti

Just another WordPress.com site

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: