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Scene di vita lavorativa – a domanda rispondo. Ma in che lingua?

09/12/2008 di NayaN

Martedi 09 dicembre.
Ore 11.00.
Rientro dopo il week end lungo.
Si affaccia sulla porta della mia stanza un collega.

L: Ciao! (con voce imperiosa)
Omino nel mio cervello: Ma che cazzo te urli? Non lo vedi che c’ho sonno e mi rode il culo?
Io: Ciao, dimmi.
L: Non c’è B. ?
Io: No…
Omino nel mio cervello:  Vabbè che è piccoletta, ma ancora non mi pare sia diventata trasparente. E poi non lo vedi che il pc è spento?
L: Ma non viene oggi?
Io: No, oggi non viene.
L: Ah, ok, la trovo domani?
Io: Si, domani si.
L: Ma torna?
Io: Beh, spero di si… (cerco di nascondere l’espressione dovuta al pensiero dell’omino nel mio cervello con una risata ironica)
Omino nel mio cervello (grattandosi per lei): Ma che cazzo di domande idiote fai? E poi ti ho appena detto che domani la trovi, no?
L: No, te l’ho chiesto perchè so che ha una scadenza…
Omino nel mio cervello: Una scadenza… MAH.
Io: Si, ma domani c’è, oggi è fuori per lavoro.
L: Allora oggi la trovo?
Io: …
Omino nel mio cervello: Ma sei deficente perdio? Che cazzo di lingua pensi stia parlando?
Io (con aria perplessa, tendente allo scazzato andante): NO. La trovi domani.
L: Ah, domani? Ok, grazie, ciao.
Io: Prego, ciao.
Omino nel mio cervello: Ma vaffanculo, te e l’autostrada che te passa in mezzo all’incisivi.

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