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Eric

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19/11/2008 di NayaN

Come ci si sente, amico mio, a trascorrere le proprie giornate in una cella sapendo che non sarà il tuo Dio a decidere quando dovrai raggiungerlo? Perché è stato qualcun altro a decidere per lui, qualcuno che con arroganza si prende il diritto di fare le sue veci, in nome di una giustizia che è giusta solo per chi la giudica, solo per chi la stabilisce. Come ci si sente amico mio, a rincorrere le proprie giornate cercando di trovare più tempo possibile per rassegnarsi all’ineluttabile e poi scoprire solo 4 ore e mezza prima di morire, che quella morte non arriverà? Amico mio, le cose sono andate come dovevano andare, e faranno il proprio corso come è giusto che sia; forse era troppo ingiusto che qualcuno si prendesse la tua vita, e con essa la possibilità di trovare la tua strada, perché anche grazie al tuo corpo potrai trovarla, se così dovrà essere.

Amico mio, sono felice che in qualche angolo remoto di qualche incivile carcere, in un qualunque paese civile che si nasconde dietro al fantasma della giustizia e della libertà, tu sia ancora vivo, perché era giusto che fosse così. Amico mio, che oggi sei Eric e domani sarai un altro dei tanti come lui, questo post non servirà a niente, perché niente serve a niente se non si comprende.
Ti voglio bene Eric…

Hai mai provato l’orrore?

Che cosa?

Una canzone nata contro il panico

Un esorcismo, un tocco di voodoo

Un modo per allontanare il baratro

Senza ansiolitici, senza lo xanax

Come cani in autostrada

Come in cerca della roba

Avere la visione della morte

Fottere tutto e naufragare

Mettere gli stivali e farli andare

Correre per non arrivare

Amare il rogo, amare il suo bruciare

Sopra il palco illuminato, o nel deserto

Mettersi a cantare un inno rock and roll

à la Lee Hazlewood

Una canzone nata contro il panico

Contro l’angoscia e la carestia

Una preghiera contro l’inquietudine

Contro l’orrore e il vuoto quotidiano

Come santi sebastiani

Come bestie sugli altari

Avere la visione della morte

Fottere tutto e naufragare

Mettere gli stivali e farli andare

Correre per non arrivare

Amare il rogo, amare il suo bruciare

Sopra il palco illuminato, o nel deserto

Mettersi a cantare una canzone

country contro il panico.
(Baustelle)

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5 thoughts on “Eric

  1. Daria ha detto:

    E’ che tanto poi ti dici che se qualcuno sta prendendo la sua vita non è comunque “qualcuno”, ma “qualcosa”, magari proprio il suo Dio.
    Tanto la verità è solo che se ha maturato i frutti per essere ucciso in carcere (adesso o in altre vite)così sarà, e se invece è altro quello che deve scontare, allora probabilmente basterà il carcere. Questo credo io.

  2. Franco Cifarelli ha detto:

    Ecco mi fai piangere……Enrica sei gigante. Avrai anche sbagliato tanto nella vita, ma se il risultato fosse stato diverso da quella che sei oggi?…..Viva gli errori, viva chi è tanto perfetto da riconoscerli.
    Ti abbraccio.

  3. Enrica ha detto:

    Grazie Franco, i tuoi commenti mi fanno sempre pensare che per quanto io sia contorta, alla fine le persone che devono capire per fortuna capiscono.
    Un bacio

  4. mary ha detto:

    Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
    i capelli diventano bianchi,
    i giorni si trasformano in anni.

    Però ciò che é importante non cambia;
    la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
    Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

    Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
    Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

    Fino a quando sei viva, sentiti viva.
    Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
    Non vivere di foto ingiallite…
    insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

    Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
    Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

    Quando a causa degli anni
    non potrai correre, cammina veloce.
    Quando non potrai camminare veloce, cammina.
    Quando non potrai camminare, usa il bastone.
    Pero` non trattenerti mai!
    Madre Teresa di Calcutta
    Cara Enrica,
    noi siamo ciò che siamo, proprio dagli errori che facciamo.
    Mary della famiglia di greenopoli.

  5. Enrica ha detto:

    Grazie Mary, bellissima poesia di una grandissima donna.

I commenti sono chiusi.

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