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spazio ai ricordi

25/10/2008 di NayaN

ne girano tante di “Noi che”… ho provato a raccogliere quelle che mi hanno commossa di più, perchè le ho fatte tutte… eccovene un assaggio.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che giocavamo per ore a ‘Merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic(o con il mignolo).
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders…’
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’,’Candy Candy’ e ‘Giorgie’ anche se mettevano tristezza.
Noi che le barzellette erano un francese,un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si faceva la fila fuori dalla cabina per telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che ci mettevamo un pomeriggio intero a fare le ricerche con l’enciclopedia, mica su Google.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che quando giocavamo a pallone sotto casa ogni tanto gridavamo “macchinaaaa”
Noi che il pallone sgonfio si incastrava sempre sotto la marmitta della 127
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM-BUM-BAM.
Noi che al liceo lo zaino era Invicta e il diario la Smemoranda.
Noi che al bar la cassiera che non aveva il resto ti dava le caramelline di zucchero.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la merenda era la rosetta con il sugo della mamma e la spremuta d’arancio.
Noi che il Twix era il Raider
Noi che giocavamo col Super Tele perchè il Tango costava ancora 5 mila lire e.. ‘stai sicuro che questo non vola…’
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui muri e se ci passiamo davanti adesso ancora c’e l’alone.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu,nero,argento e verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino
Noi che se dovevamo fissare un appuntamento decidevamo subito a che ora vedersi senza dire “va beh, poi tanto ci sentiamo”
Noi che si andava in edicola a comprare le cassette per il C64.
Noi che almeno per una volta ci siamo chiesti per quale misteriosa legge fisica, Mimì riuscisse a far scomparire il pallone e a farlo riapparire a cazzo sul campo di pallavolo…e sempre rigorosamente dentro la linea.
Noi che ci siamo chiesti almeno una volta quanto fosse alta la rete del suddetto campo.
Noi che quando giocavamo a pallavolo con le amiche, gridavamo “Battuta a foglia cadente!”
noi che ci siamo chiesti quanto fosse lungo il campo di Holly & Benji.
noi che ci ricordiamo di Licia Colò che, al posto di parlar con gli orsi bianchi, parlava coi cani rosa.
noi che ci ricordiamo di quando Gerry Scotti era ancora un DJ
noi che ci siamo incazzati almeno una volta perchè tua madre non ti ha comprato l’Allegro Chirurgo. (E’ VEROOOOO quanto rosicavo!)
noi che avevamo la casa delle Barbie di cartone con l’ascensore a cordicella
noi che ci ricordiamo di giocattoli geniali come il Forno Harbert, la Macchina per lo zucchero filato Harbert, la Gelatiera Harbert, la Macchina dei popcorn Harbert…
noi che il nostro idolo a colazione era un malato di mente romanista con il fantasioso nome di Mago G. (AHUAHUHAUHAUHA)
noi che non siamo mai riusciti a completare il Cubo di Rubik.
noi che ci ricordiamo quando le sorpresine non erano dentro gli ovetti, ma nelle merendine.
noi che ci ricordiamo quando al piccolo MugnaioBianco Clementina (comprensibilmente) dava il due di picche.
noi che ci ricordiamo quando a scuola si spacciavano le gomme profumate.
noi che abbiamo creduto almeno una volta che i Righeira fossero davvero fratelli.
Noi che avevamo i pattini con 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che il CIAO si accendeva pedalando.
Noi che a scuola ci andavamo da soli.. e tornavamo da soli!
Noi che il “disastro di Chernobyl” voleva dire che non potevamo bere il latte la mattina.
Noi che risparmiavamo tutta la settimana per comprare il Crystal Ball in cartoleria
Noi che chiamavamo “MAMMAAAAAAAAA” da sotto e lei si affacciava al balcone
Noi che quando la mamma si affacciava al balcone le urlavamo da sotto “Mi tiri cinquecento lire” e lei ce le tirava con la molletta dei panni sennò volavano via
Noi che andavamo in cartoleria anche per far mettere la pellicola verdolina sui libri di scuola “così l’anno prossimo lo rivendo”
Noi che giocavamo a pentoline e le polpette erano palline di terra e fango(ODDIOOOOO)
Noi che abbiamo adottato cani e gatti randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale nemmeno se dopo averli toccati ci mettevamo le mani in bocca
Noi che al fornaio davanti scuola prima di entrare compravamo 500 lire di pizza bianca per la merenda.
Noi che prendevamo autobus, metro e poi ancora autobus per andare sul Lungo Tevere a comprare i libri usati
Noi che giocavamo all’elastico intorno alle caviglie, poi ai polpacci, poi in vita, e quelli che arrivavano al collo erano superfighi.
Noi che sul diario attaccavamo le figurine degli Sgorbions
Noi che l’assolo di “The final countdown” dicevamo “che mostro quel chitarrista”
Noi che pagavamo con il gettone telefonico se non avevamo le 200 lire.
Noi che bevevamo il Billy all’arancia
Noi che dopo aver visto Ritorno al Futuro speravamo di trovare una Deloraine parcheggiata sotto casa
Noi che se stavamo facendo tardi eravamo preoccupati delle botte che avremmo preso perchè non potevamo avvisare a casa

Noi che siamo ancora qui, ormai trentenni, e certe cose ogni tanto ce le dimentichiamo, ma quando qualcuno ce le ricorda quasi piangiamo per la nostalgia…

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