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resoconto di me

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25/09/2008 di NayaN

Oggi ti scrivo per dirti chi sono. Oggi sono una goccia di pioggia, che si scalda alla luce del sole tiepido di fine settembre, per poi lentamente evaporare. A volte non me ne rendo conto, a volte non vorrei nemmeno che fosse così, ma senza sforzarmi troppo, lentamente svanisco, per poi riaffacciarmi e svanire ancora. Quando non c’è il sole, divento nuvola, che si allontana al primo soffio di vento, per poi tornare ad essere lacrima dal cielo e sparire, ancora una volta. Quando l’aria è ferma, immobile, divento un granello di polvere, talmente piccolo da non essere nemmeno notato. Una nota musicale che si perde nella strofa successiva, la scia di un aereo che si dissolve, il respiro precedente a quello che sto inspirando, il sogno che finisce quando mi sveglio.

Oggi sono un insieme di incastri, eventualità, coincidenze, possibilità. Quando parto mi sembra che tutti gli altri stiano arrivando, quando sono in anticipo mi sembra che tutti gli altri siano in ritardo. E aumenta quel senso di solitudine latente che  si mischia alla malinconia e non mi lascia, che mi fa riflettere, perché è soltanto l’inevitabile conseguenza delle scelte che ho fatto, a cui nessuno mi ha costretta, scelte che mi hanno fatto diventare quella che  sono ora, per qualcuno un enigma, per altri una semplice conoscenza, per pochi un amico da coccolare, per molti, molti più di quelli che immaginavo, un nemico da combattere.

Oggi sono semplicemente un risultato, la somma delle mie esperienze, il prodotto dei miei guai, il resto dei miei errori.

Oggi ricordo, penso, piango, e non dovrei.

Oggi cresco, vado avanti, rinuncio a tante cose mentre tante altre me le prendo e me le tengo strette, in attesa di riuscire a lasciare anche quelle. Disillusioni, amarezze, delusioni, convinzioni si perdono nel mare di quella me stessa che in tanti attraversano ma in cui pochi si fermano.

Certe cose non mi appartengono più, probabilmente non mi sono mai appartenute, e anche se a volte le uso ancora, oggi te le lascerei volentieri, a te che leggi questo mio resoconto in questo istante, e che forse potresti insegnarmi come riempire il mio quotidiano con mille vuoti diversi per cercare di mettere qualche toppa qua e la al mio senso di inadeguatezza. Vorrei evitarlo, oggi, eppure non riesco a farne a meno.

Oggi vorrei essere come non sono, ma soltanto per vincere più facilmente, vorrei arrivare a capire che quel trofeo non mi interessa.

Oggi sono un obiettivo irraggiungibile, un cammino infinito, un ciuffo di capelli in un elastico. Oggi sono inversa, persa, diversa.

Questa parola che mette tanta paura. Il diverso fa paura fin quando non lo conosci, e se non conosco me stessa, probabilmente sono diversa da come penso di essere, senza nemmeno saperlo. Forse è questo il motivo per cui ho così tanta paura di me stessa oggi.

Oggi sono io, ma non sono io.

Sono relativa, sono tutto e niente, sono un arrivo e una partenza, un anticipo e un ritardo.

Oggi mi pongo domande, mi chiedo perchè, ma probabilmente sono soltanto delusa, soprattutto da me stessa.

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2 thoughts on “resoconto di me

  1. Franco Cifarelli ha detto:

    Cara Enrica, a parte il fatto che ogni volta che scrivi delle tue emozioni mi colpisci dritto allo stomaco (nel senso che mi manca il fiato perchè sei bravissima), sono convinto che riesci benissimo a trasformare i tuoi moti interiori in terreno fertile per il giardino che è nella tua anima.
    Dico questo perchè, per quel poco che conosco di te, non mi sembri una di quelle persone che si piangono addosso sentendosi sempre la vittima della situazione.
    Anche quando ti lamenti di qualcosa o qualcuno lo fai sempre con un certo distacco e leggo sempre tra le righe un non so che di leggero… come se, assodato il concetto, è già digerito, ELIMINATO.
    Ed è anche per questo che ti stimo molto.
    Il mio motto è: VIVO, RIFLETTO, ASSIMILO, VIVO.
    Non che sia facile, ma cerco in ogni situazione di rimanere cosciente e di non permettere a niente e a nessuno di rovinarmi l’ unico bene che posseggo veramente, la mia vita.
    I giorni bui ci sono, ma li utilizzo per crescere, sempre.
    Chiudo con un proverbio africano che mi piace molto:
    IL MARE CALMO NON RENDE BRAVO IL MARINAIO.
    Ti abbraccio.

  2. Enrica ha detto:

    Hai proprio ragione, il problema è che quando il mare è calmo la maggior parte delle volte ci dimentichiamo che è necessario imparare ad essere dei bravi marinai per affrontare il momento in cui arriverà la tempesta, e quando arriva ci trova (quasi) sempre impreparati! Ti ringrazio molto per il bellissimo commento, un abbraccio :*

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