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trasformarlo, senza fare nulla.

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19/09/2008 di NayaN

Avrai notato che la parola “anima” è, in questo momento, quella che vende meglio sulla copertina dei libri; e ciò che “anima” vuol dire, nella maggior parte di questi libri, è semplicemente l’ego sotto mentite spoglie. La parola “anima” ormai denota, in questa frenesia traslatoria, non ciò che in te è “senza tempo”, ma ciò che si agita, producendo ancor più rumore. “Cura dell’anima”, incomprensibilmente, non vuol dire altro che una concentrazione intensa sul sé fieramente individuale. In modo simile, “spirituale” è sulle labbra di tutti, ma di solito tutto ciò che indica è un’intensa sensazione egoica, così come “cuore” è finito con il significare qualsiasi sincero sentimento di autocontrazione.
E quindi, stante la misura della tua autentica realizzazione, stavi davvero pensando di sussurrare educatamente all’orecchio di quel mondo mezzo sordo? No, amico mio, devi urlare. Urla dal cuore ciò che hai visto, urla in qualsiasi modo ti viene. Ma non indiscriminatamente. Usiamo attentamente questo urlo trasformativo.
Cominciamo qui e ora, da noi, da me e te. Impegniamoci a respirare nell’infinito fino a quando quest’ultimo sarà l’unica realtà che il mondo riconoscerà. Lasciamo che i nostri volti risplendano di una trasformazione radicale; che dal nostro cuore e dal nostro cervello ruggisca e risuoni una semplice, ovvia realtà: tu, nell’immediatezza della tua consapevolezza presente, sei di fatto il mondo intero, in tutti i suoi alti e bassi, in tutta la sua gloria e grazia, in tutti i suoi trionfi e lacrime.
Non vedi il sole, sei il sole; non ascolti la pioggia, sei la pioggia; non senti la terra, sei la terra.
Ed in tale contesto, semplice, chiaro e indubitabile, la traslazione è cessata in tutti i campi: ti sei trasformato nel Cuore stesso del Cosmo. Là, proprio là, molto semplicemente e in silenzio, tutto è disfatto.
A quel punto, la meraviglia e il rimorso, il sé e gli altri ti saranno ugualmente estranei; l’esteriore e l’interiore non avranno alcun significato. E nello shock di tale indubitabile riconoscimento – in cui il mio maestro è il sé, il sé è il cosmo in generale e quest’ultimo è la mia anima – camminerai con grande levità nella foschia di questo mondo, trasformandolo interamente senza fare nulla.
E allora, allora e solo allora, scriverai distintamente, attentamente e in modo compassionevole, sulla pietra tombale di un sé mai esistito: “Esiste solo Ati”.
(di Ken Wilber – tratto da www.rebirthing-milano.it)

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5 thoughts on “trasformarlo, senza fare nulla.

  1. Franco Cifarelli ha detto:

    Una curiosità: hai eliminato un post o mi sto rincoglionendo?

  2. Enrica ha detto:

    no, non ti stai rincoglionendo 🙂

  3. Franco Cifarelli ha detto:

    Peccato, era bello e mi ha dato emozioni.
    Comunque sono contento di averlo letto, appena in tempo; lo prendo come una sorta di premio fedeltà al tuo blog.
    Un abbraccio

  4. Enrica ha detto:

    ehm… diciamo che subito dopo averlo scritto mi sono resa conto che certa gente non merita commenti…

  5. Franco Cifarelli ha detto:

    Effettivamente hai detto in poche parole quello che avrei voluto dire io commentandolo.
    Va beh!!!!
    Il problema è loro.
    Buona giornata.

I commenti sono chiusi.

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