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coincidenze?

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06/09/2008 di NayaN

Quando avevo 10 anni mia sorella si operò al cuore. Sono passati 20 anni, ma quel giorno me lo ricordo come fosse ieri. Ero a scuola, facevo il tempo pieno, e all’improvviso, senza nessun sintomo e nessun malessere, mi sali’ la febbre quasi a 40, e la maestra dovette chiamare qualcuno per farmi venire a prendere. Quello era il momento in cui mia sorella era in sala operatoria.
A 18 anni per la prima volta i miei mi hanno lasciato andare da sola nella nostra casa di villeggiatura; ho trascorso un’estate fantastica, con i miei amici, all’insegna della libertà, dell’esagerazione, nel bene e nel male, tanto che una volta tornata a Roma sono bastate poche ore perchè decidessi di ripartire. E non è stato un caso se in quel momento ho deciso di portare con me la mia migliore amica, una delle persone piu’ importanti della mia vita. C’era qualcosa dentro di me che mi costringeva a ripartire, lo sentivo dentro, come un obbligo. Cosi’ ho chiamato Daria e le ho detto se voleva venire con me, abbiamo preso il pullman e siamo partite. Quella stessa sera dopo nemmeno 24 ore da quando me n’ero andata, ho incontrato i miei amici, alcuni dei miei amici, che andavano a cena al lago. Mi hanno chiesto di andare con loro, ma ho detto di no. La notte è trascorsa come le altre; verso le sei di mattina suonano alla porta, non mi sono stupita nemmeno un po’, era normale che a casa mia ci fosse gente che andava e veniva. Ma quella mattina Mario non era venuto per stare con noi, era venuto a dirmi che quella notte Gianluca era morto in un incidente di moto mentre tornava dal lago. Ed ho subito capito che quel bisogno incontenibile che avevo avuto di tornare da loro, era per vederlo ancora, quella sera, davanti a quel bar, per farmi dire “vieni con noi?” e poi vederlo andare via per l’ultima volta, un ultimo saluto. Quel bisogno forse era anche il bisogno di condividere quel dolore con i miei amici, di vivere con loro la settimana che segui’ per rendere meno amara la fine di quell’estate.
Poi sono tornata a casa, ed ho messo sul mio comodino la foto dove Gianluca teneva me ed Emanuela sulle gambe, in una cornice d’argento.
Nello stesso periodo, il mio ragazzo mi lasciava, per un’altra, e io soffrivo tantissimo. Trascorsero alcune settimane, quando lui mi richiamo’ e mi chiese di vederci, io accettai. Quella sera mi chiese di tornare insieme, io dissi di si, perchè ero innamorata, ma dentro soffrivo troppo, perchè non riuscivo ad accettare l’idea che lui mi avesse tradito. Quando tornai a casa trovai la foto di Gianluca per terra; provai un terribile brivido. In quel momento ho capito di aver commesso un errore, ma non tornai indietro. Fu questione di pochi mesi, lui mi lascio’ di nuovo, stavolta senza spiegazioni, per telefono, non mi disse nemmeno che era finita. Mentre parlavamo mi chiuse il telefono in faccia e non mi chiamo’ mai piu’.
Da quel momento, ho imparato a dare peso a quelle che apparentemente sembrano coincidenze, anche se purtroppo a volte la mia forza di volontà non è abbastanza per evitare di commettere errori.
Sono successe altre cose negli anni successivi, ad esempio strane telepatie con persone a cui sono stata molto legata; persone delle quali riesco a sentire la sofferenza, il dolore, l’infelicità a distanza di centinaia di chilometri, persone che non vedo oramai da anni e che dovrei aver imparato a dimenticare. E come queste, tante altre cose.
Probabilmente credere in questi strani avvertimenti mi serve solo per convincermi di quello che già so. Come oggi, quando la somma di quelle strane “coincidenze” telefoniche mi ha fatto capire che non dovrei lasciar tornare quella persona dal passato, e per quanto innocua possa sembrare questa situazione, probabilmente c’è qualcosa che potrebbe portarmi di nuovo a soffrire o a far soffrire chi amo.
Lui è tornato a farsi sentire dopo diversi anni mentre ero in vacanza, mandandomi dei messaggi e dicendo che avrebbe voluto sentirmi quando tornavo in Italia per raccontarmi di piu’. Sono stata molto, molto indecisa su quello che dovevo fare, poi alla fine gli ho mandato quel messaggio dicendogli che ero tornata. Lui non replico’, è passata circa una settimana quando ho ricevuto un altro suo messaggio, martedi scorso, in cui mi diceva che aveva avuto problemi con il telefono e che si era stupito che io non l’avessi cercato. Mi ha scritto anche, dimmi quando ti posso chiamare. Il mio messaggio, sembra che non gli sia mai arrivato. Inizialmente ho pensato di non rispondergli, poi oggi l’ho fatto. Ma anche a questo non ho ricevuto risposta. In compenso pero’, ho iniziato a ricevere sul cellulare dei messaggi dalla Vodafone che mi dicevano che il telefono di Pasquale ora era disponibile, avete presente quei messaggi che arrivano quando chiami qualcuno che è irraggiungibile e poi il gestore ti avvisa quando la persona diventa raggiungibile? Il problema è che io Pasquale non l’avevo cercato. E se ci aggiungete il fatto che di questi messaggi Vodafone me ne sono arrivati almeno 4, a distanza di pochi minuti uno dall’altro, e che quando sono andata a controllare la memoria per vedere quanti fossero mi sono accorta che il mio telefono chissà per quale motivo non li aveva memorizzati… è stato inevitabile arrivare alla conclusione a cui sono arrivata.
Tutta la nostra vita è costellata da segni, basta saperli interpretare. E’ sicuramente piu’ semplice riuscirci quando la mente è avviata su certi binari, si riesce a capirli senza paura di lasciarsi condizionare troppo, di farsi troppe paranoie. Oggi ho 30 anni, e forse sto imparando a conoscermi, appena un po’. Almeno spero.

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4 thoughts on “coincidenze?

  1. Franco Cifarelli ha detto:

    Non so se ho capito bene, Pasquale è colui che ti ha cercata dopo tanti anni?
    Anche secondo me esistono dei segni cosmici difficilissimi da interpretare e soprattutto da seguire e ascoltare se non col senno di poi.
    Altra cosa è l’ istinto, la sensazione di sapere già come andrà a finire.
    In entrambi i casi ci ritroviamo con due carte da giocare, ma in nessun caso abbiamo la verità in tasca, quindi la scelta a mio avviso ricade comunque in quello che riteniamo più giusto in quel momento.
    Solo tirando le somme sapremo se abbiamo fatto la scelta giusta.
    Di una cosa però sono certo: “NON SI PUO’ ESSERE FELICI SE SI HA PAURA DI SOFFRIRE”.
    Un abbraccio

  2. Darietta ha detto:

    Io credo che il lavoro grosso sia quello che dici tu, imparare a riconoscerli. Il resto è talmente semplice che quasi non ne vale la pena. Voglio dire, se vedi chiaramente i segni e metti un bel pò di buona volontà nel seguirli, non c’è più niente di difficile, tutto scorre via serenamente. Ma bisogna crederci e non averne paura.
    Te vojo bene cara!

  3. Enrica ha detto:

    @Franco: no, pasquale è il mio ragazzo, il tizio che mi ha cercato dopo molti anni è un mio ex, per quello parlo di strane coincidenze… come se qualcosa in quel momento mi avesse voluto ricordare che c’era il mio ragazzo disponibile per parlare proprio nel momento in cui io avevo risposto all’sms del mio ex.
    Non è un discorso di aver paura o meno di soffrire, si tratta semplicemente di rendersi conto del male che si può fare… a noi ma soprattutto agli altri.
    @Daria: a me riconoscerli mi viene abbastanza naturale, e a crederci ci credo, solo che ogni tanto ancora un po’ de paura ce l’ho! pure io te vojo bene cara

  4. Bia ha detto:

    Te la posso dì na cosa ciccia? Comincio a crederci davvero ai segni.. Devo solo imparare a riconoscerli e a capire quando un segno mi sta comunicando qualcosa.. Bacio e a lunedì !

I commenti sono chiusi.

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