Google+

chi sei tu per giudicare?

2

26/08/2008 di NayaN

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?”
Ovvero, cercare anche il minimo segno di imperfezione negli altri per lusingare il nostro amor proprio ed evitare di affrontare i nostri, di difetti, le nostre, di paure, i nostri, di errori. Tutte queste piccole imperfezioni che troviamo negli altri pero’, non dimostrano che noi valiamo piu’ di loro. Ma non puo’ essere soltanto desiderio di dominare. La severita’ dei nostri giudizi forse non fa altro che nascondere le nostre insicurezze e la nostra piu’ grande paura, anche se non lo ammetteremo mai: la paura di passare da inquisitori ad inquisiti. La paura di essere noi oggetto del giudizio altrui.
Smettere di giudicare gli altri puo’ portare forse ad essere passivi? A non avere piu’ stimoli? A sentirsi sullo stesso piano di tutti quegli esseri che ci sembrano cosi’ tremendamente inferiori a noi? Ma d’altra parte, lasciare gli altri tranquilli, lasciare che credano di stare nel giusto anche quando nel nostro intimo siamo straconvinti che non sia cosi’, è a suo modo un’altra sottile e perversa forma di giudizio, peggiore della prima. “Vivi e lascia vivere” se ci guardiamo bene dentro, equivale a pensare che quelle persone che lasciamo tranquille non sono degne dei nostri sforzi e dell’impegno che metteremmo nel relazionarci con qualcuno che invece, ci stimola e ci interessa. E tutti, prima o poi, ci incontriamo e ci scontriamo con qualcuno che veramente ci stimola e veramente ci interessa, e in quei casi, chissa’ perche’, la nostra capacita’ di giudizio tende a sottovalutare le negativita’ che in un’altra persona non potremmo sopportare, e ad esaltare quei lati positivi che in un’altra persona non riusciremmo proprio a vedere. E in questi casi, vivi e lascia vivere non riusciamo proprio a concepirlo, ci sbattiamo a destra e sinistra per trovare compromessi che hanno come fine unico, la nostra soddisfazione.
Quindi, dove sta la soluzione, se c’è? 
Visto che personalmente credo sia impossibile smettere di giudicare, perchè è nella natura umana, forse il segreto sta nel cercare di trasformare il significato di quel gesto che apparentemente ci sembra un “giudizio”. Credo che non bisognerebbe mai chiudere gli occhi; bisognerebbe semplicemente imparare a misurare, pesare, indirizzare sulla strada giusta la nostra capacita’ di giudizio, mettendoci un po’ al servizio degli altri, senza smettere mai di guardarci dentro. Evitare di giudicare per l’esclusivo piacere di sentirci superiori, per crogiolarci nel “mal comune, mezzo gaudio“, ma cercare di mettere sul piatto della bilancia il bene e il male per capire se possiamo, in qualche modo, aiutare la bilancia di chi ci sta di fronte a pendere di piu’ dalla parte del bene. Non sara’ certo un bene universale, ma se siamo davvero convinti di farlo in maniera disinteressata e non egoistica, non puo’ che essere un bene, soprattutto per noi. Forse le cose non cambieranno mai, è vero, forse è solo utopia, ma non dimentichiamoci che il piu’ grande rivoluzionario di tutti i tempi diceva anche:
“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?”

Annunci

2 thoughts on “chi sei tu per giudicare?

  1. issio ha detto:

    Casso noba, non ci crederai, ma ieri sera non riuscivo a prendere il sonno, e sono nei vari pensieri sono giunto alla tua medesima conclusione. Fico…

  2. Enrica ha detto:

    secondo me è un segno del destino…

I commenti sono chiusi.

Il blog di www.copylefteratura.org

Se il mondo fosse un enorme centro commerciale, l’arte non esisterebbe.

lotirofuori

Se non qui, dove ?

gretacerretti

Just another WordPress.com site

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: