Google+

turisti per caso, ovvero, I feel Slovenia ;-)

1

24/08/2008 di NayaN

Eccomi qua, appena tornata dalla minivacanza in Slovenia, mini solo per la durata, ma intensissima per tutti i 5 giorni che abbiamo trascorso li’. La Slovenia è un paese bellissimo, ospitale, verde, pieno di risorse e di posti bellissimi da visitare, vicino all’Italia e soprattutto, economico.
Il viaggio è stato sfiancante, anche se partendo di martedi non abbiamo trovato molto traffico, ma 850 km so sempre 850 km, e sembrano ancora di piu’ se li fai in una lancia Y.
Per dormire ho scelto una pensione un po’ fuori mano, ai piedi delle Alpi, perchè volevo vivere l’atmosfera della vera Slovenia, insomma… lontano dai posti più turistici… e aveva un grosso vantaggio, costava moooolto meno degli altri hotel disponibili 😀 la scelta si è rivelata azzeccata, per meno di 50 euro al giorno abbiamo dormito in una stanza enorme, con tanto di tv satellitare e climatizzatore (che non serviva perchè la sera faceva un cazzo di freddo), mangiato benissimo e bevuto ancora meglio; la famiglia che gestisce la pensione è gentilissima, ci hanno addirittura preparato i panini per il viaggio di ritorno e ce li hanno fatti trovare sul bancone della reception perchè siamo partiti prima dell’alba.
Il primo giorno, dopo aver trovato la pensione (santo TomTom…) e aver visto un falco da molto vicino e una cicogna da lontano, siamo andati a Kranj, una cittadina minuscola per chi è abituato a vivere in Italia, ma che per gli sloveni è una delle città piu’ importanti del paese. Kranj è a circa 10km dalla pensione dove dormivamo, ed è una tipica cittadina in pieno stile sloveno, case basse, tetti colorati, caffè con i tavoli sui vialetti pieni di pseudoartisti con il loro classico boccale di birra davanti. Sembra pero’ che i kranjesi (o kranjini, boh) abbiano delle abitudini alimentari alquanto anomale, visti i loro secchi dell’immondizia…
Il secondo giorno lo abbiamo dedicato tutto a Ljubljiana, la capitale. Una cittadina deliziosa, romantica, piena di atmosfera, originale, artistica e pulitissima (come tutto il paese). Un consiglio: se siete affamati come lupi e non avete intenzione di dividere il vostro pasto con gli uccelli, mi raccomando, non vi sedete MAI fuori dal McDonald. Siamo stati praticamente attaccati da uno stormo di piccioni incazzati e prepotenti che senza battere ciglio si sono appropriati del nostro vassoio e ci hanno costretto a rientrare di corsa nel locale -.-” Piccioni a parte, abbiamo girato entrambi i lati del centro storico, diviso dal passaggio della Sava, abbiamo accarezzato la coda del drago (non se sa mai, portasse davvero fortuna), abbiamo camminato per il mercato vecchio, e visitato il castello; siamo saliti anche sulla torre da dove si domina tutta la città (costa solo 2 euro). Da vedere assolutamente la via dei caffè, una sorta di lungotevere pieno di bar e localini, pero’ pulito e senza sorci. Lubiana per me è una piccola Parigi, con la differenza che a Lubiana non ci sono le teste di cazzo francesi, e non è poco. 
Il terzo giorno lo abbiamo trascorso a Bled, forse la località piu’ turistica del paese. Avevo letto tante cose a proposito di Bled, e tutto è stato confermato in pieno. Sarà pure un posto turistico, ma cazzo, ci dovete andare… è un gioiello. Una cittadina tutta in discesa che culmina con il famoso lago, talmente piccolo che si gira tutto a piedi in una mattinata, passando in mezzo a boschi stupendi, spiaggette minuscole con acqua verde smeraldo, costeggiando casette in stile biancaneve e i sette nani. In mezzo al lago l’isoletta con la chiesa che troneggia e che si puo’ visitare liberamente. Per arrivare all’isola si puo’ scegliere di andare con le barche-taxi che portano anche venti persone, oppure come abbiamo fatto noi di noleggiare una barchetta a remi da uno dei tanti vecchietti che le affittano sulle rive del lago. Ebbene si, ho fatto pure la barcarola, e mi sono piegata in due dalle risate 😀 Abbiamo pranzato in una gostilna (trattoria) in riva al lago e a dispetto dell’apparenza, visto che il posto sembrava un tipico spennaturisti, abbiamo mangiato bene e speso pochissimo, circa 15 euro a persona. Il pomeriggio siamo andati a comprare un po’ di souvenirs, ecco… quelli evitateli, costano un boato.
Il giorno successivo siamo andati a visitare le grotte di Postojna. Il biglietto di ingresso è un po’ caro, 19 euro, ma le grotte li valgono tutti. Le grotte di Postumia si estendono per 20km sottoterra, soltanto 5 pero’ sono visitabili, fino ad arrivare a 110 metri di profondità; un intreccio di gallerie di stalattiti e stalagmiti bianche e rosa, imponenti da mozzare il fiato (alcune arrivano anche a decine di metri di altezza); il primo e l’ultimo tratto del percorso, circa 4 km in tutto, si percorrono su un trenino. Il km di mezzo invece si fa a piedi. Non sto a descrivere quanto sia bello l’interno delle grotte perchè neanche le foto (che tra l’altro non si potrebbero fare ma noi da bravi italiani non solo le abbiamo fatte, ma ci siamo pure portati il cavalletto per farle meglio) rendono l’idea. Ah, nelle grotte c’e’ una temperatura costante di 8° e specialmente sul trenino totalmente scoperto, fa un freddo di dio.
Anche a Postumia abbiamo pranzato in una gostilna mangiando e bevendo come porci e spendendo 10 euro a testa, caffè compresi.
L’ultimo giorno purtroppo è stato un po’ tragico… abbiamo lasciato la pensione intorno alle dieci di mattina con il sole, destinazione Bohinj, un altro lago glaciale a circa 75km dalla nostra pensione, piu’ grande e piu’ bello di quello di Bled; ma purtroppo durante il tragitto siamo stati sorpresi da una specie di bufera di ghiaccio e pioggia, e arrivati a Bohinj siamo dovuti tornare indietro perchè diluviava e faceva freddo. A movimentare la giornata ci ho pensato io, che all’andata ho deciso di “fare una strada alternativa”… ci siamo ritrovati a fare 40km in montagna. E quando dico montagna non intendo la classica strada di montagna piena di tornanti. Intendo proprio in montagna, strada sterrata (una di quelle classiche situazioni in cui puoi andare solo avanti e avanti non sai cosa ti aspetta), boschi a destra e sinistra, salite al 20% di pendenza senza aderenza sotto le ruote, con lo strapiombo di lato a 5 cm e come se non bastasse, con la pioggia che iniziava a cadere. Non ho idea dell’altezza che abbiamo raggiunto, so solo che quando ci siamo fermati per fare la foto con lo strapiombo sullo sfondo non eravamo nemmeno a metà (non era iniziata ancora la sterrata, senno’ col cazzo che proseguivo…) Loro la chiamano strada, io la chiamerei piuttosto “viaperlinfernoeritornosetedicebene“. Dico solo che mi veniva da piangere e che per poco non c’ho avuto una crisi isterica. No comment. Pero’ la foto è venuta bene…
Per consolarci della mancata visita a Bohinj, sulla strada del ritorno ci siamo fermati a pranzare in una gostilna con italienijiska kuhjnska o una cosa simile, vabbè, dopo quattro giorni di cucina slovena volevamo mangiare un piatto di pasta. Il proprietario è stato gentilissimo, ci ha chiesto consigli sulla pasta alla carbonara (ce li poteva chiede prima de portaccela… ma non era malaccio, per essere una carbonara slovena 😀 ), ci ha portato quattro antipasti facendocene pagare solo 2, ci ha raddoppiato la porzione di tiramisu’ senza sovrapprezzo, si è sforzato di parlare italiano e di farci un caffè decente, e a fine pranzo ci ha offerto uno strano liquore alla ciliegia, buonissimo. Il tutto anche qui, per una quindicina di euro a testa. E dire che le gostilne sono tutte trattorie caratteristiche, arredate in tipico stile sloveno, eleganti, pulite, raffinate, con le luci soffuse e il profumo di pane caldo. E soprattutto, anche in quelle meno turistiche e piu’ tradizionali, tutti parlano un po’ di inglese, e comunque fanno di tutto per farsi capire e farti sentire a tuo agio.
L’unico inconveniente sloveno di questi cinque giorni è stato il traffico; il tratto di autostrada tra Lubiana e il resto della Slovenia è chiuso, quindi bisogna necessariamente passare per la città per riprendere poi l’autostrada (e non esistono strade alternative, a meno che non vogliate trovarvi in piena crisi di panico in montagna), e le strade di Lubiana sono perennemente bloccate dal traffico. Per fare 2km ci abbiamo messo un’ora ogni volta.
Insomma… è stata una bellissima esperienza, in un paese piccolo piccolo ma pieno di cose da fare e da vedere, di bellezze che ti riempiono gli occhi e il cuore. Un’esperienza che rifarei molto volentieri anche se ormai le cose da vedere le ho viste tutte, considerando che tutta la Slovenia è grande circa quanto la Lombardia.
A proposito di Lombardia…mumble mumle… ah si, ma questa è tutta un’altra storia 😀

PS Qui ci sono un po’ delle foto che abbiamo fatto http://www.flickr.com/photos/29931314@N08/sets/72157606927104121/

Annunci

One thought on “turisti per caso, ovvero, I feel Slovenia ;-)

  1. mauro ha detto:

    complimenti ragazzi siete forti

I commenti sono chiusi.

Il blog di www.copylefteratura.org

Se il mondo fosse un enorme centro commerciale, l’arte non esisterebbe.

lotirofuori

Se non qui, dove ?

gretacerretti

Just another WordPress.com site

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: