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al peggio non c’è mai fine.

15/08/2008 di NayaN

È davvero con dolore e anche con la frustrazione di chi prima di tutto crede nella democrazia, che siamo costretti a registrare lo sfacelo della sinistra italiana […] la sinistra espelle e repelle le intelligenze, le scontenta, le mette in sofferenza perché dà fiato alla banalità, al cliché, al prevedibile, al puerile, a miti da Peter Pan di periferia, per vuoto assoluto di idee. E questo lo scrive un uomo come me che ha fatto parte per tanto tempo della sinistra italiana prima di traslocarsi altrove, e con rabbia. Con Cancrini, che abbiamo frequentato molte vite fa, condividevamo l’amore per John Osborn di «Look back in anger», in italiano «Ricorda con rabbia». E la cosiddetta «destra», proprio quella berlusconiana, è diventata la casa di milioni di persone che appartenevano alla sinistra democratica e che oggi «look back in anger», ricordano con rabbia e più ancora vedono con nausea la putrefazione della stessa idea di sinistra che si sta decomponendo per suicidio. Come avversari dovremmo gioirne, come patrioti della democrazia e della libertà siamo furibondi con questa classe dirigente di sinistra opaca, pigra, incompetente, saltuariamente isterica.
(Paolo Guzzanti – “Il Giornale” del 15/08/2008 )

E’ davvero con dolore ed anche con la frustrazione di chi, prima di tutto, crede nella democrazia, che ho letto il suo articolo, egregio signor Guzzanti. Frustrazione perchè vedere associati nello stesso articolo termini come “democrazia” e “berlusconi” purtroppo ancora mi mette i brividi. Premetto che non mi ritengo un’approfondita conoscitrice della sua vita, ma credo di conoscerne quel poco che Lei ha voluto che si sapesse, e lo ritengo comunque abbastanza per sdegnarmi di fronte alla Sua meschinità, ma d’altronde, è la stessa meschinità che il partito di cui Lei è valido esponente, porta come bandiera ormai da 15 anni circa.
Ho tralasciato di citare i passi più ridicoli del suo articolo, come quelli in cui Lei sostiene che gli uomini nuovi della sinistra, quelli da cui aspettarsi il meglio, la rinascita, la rivoluzione, siano Veltroni, Cofferati, Cacciari, Bassolino (…), perchè credo che chi, come me, ha seguito un po’ le disavventure politiche degli ultimi anni, sappia benissimo che le vere forze nuove della sinistra non sono loro, e purtroppo queste possibili forze nuove della sinistra non hanno la possibilità di essere conosciute dal grande pubblico. E sa perchè? Perchè quei Veltroni su cui lei sa sputare sentenze cosi’ bene, sono gli stessi Veltroni dell’inciucione, sono gli stessi Veltroni che hanno permesso al partito di cui Lei è valido esponente, di arrivare a governare senza avere tra i piedi uno straccio di opposizione. Non so perchè, ma ho la forte sensazione che in campagna elettorale la famosa storia del “voto utile” non dispiacesse affatto alla Sua compagine elettorale.
Sono quegli stessi Veltroni che Le permettono, ora, di sparare sulla croce rossa, anche se la Sua, piu’ che una manifestazione di sdegno, mi sembra lo stesso squallido e noioso gioco che da anni fa proprio il suo amico Veltroni e l’allegra combriccola, il giochino che ha stufato un po’ tutti gli italiani, ovvero cercare di accaparrarsi consensi denigrando il “nemico”, anzichè decantando i propri successi (ammesso che ce ne siano, di Vostri successi da decantare).
Mi permetta, signor Guzzanti, di dirle che esistono italiani (pochi eh, ma esistono) che riescono a guardare oltre il proprio naso e ad informarsi un po’ piu’ approfonditamente rispetto a quello che il Vostro sistema vorrebbe, e questi pochi italiani ne hanno piene le palle di discorsi qualunquisti come i Suoi.
Lei sostiene di essere un fervente sostenitore della democrazia, anche se saltellando per il suo blog, l’impressione che se ne ha è esattamente il contrario, senza considerare che il partito politico di cui lei è valido esponente, non sia propriamente famoso per essere un partito democratico (ops, lapsus freudiano). Per carità, ognuno è libero di dire quello che vuole nel proprio blog (tra l’altro, spudoratamente propagandistico), ma se Lei fosse fedele alla linea del partito di cui è valido esponente, dovrebbe “contenersi” (come invitava a fare qualcuno che Lei dovrebbe conoscere molto bene ad un noto giornalista televisivo, “purgato” per molto meno) e cercare di far valere le Sue idee discutendo in maniera civile con i suoi lettori, (ammesso che nelle sue idee Lei ci creda davvero, e ammesso che abbia la capacità di supportarle con civiltà), anzichè usare il suo “potere” per bannare gli utenti che le fanno notare le sue, diciamo, contraddizioni. Questa, per me, sarebbe una piccolissima lezione di democrazia. Se poi per Lei la democrazia è avere all’opposizione un partito politico che lascia fare al partito di governo il bello e il cattivo tempo, beh, allora alzo le mani…
E visto che questo è il mio, di blog, mi lascio andare anche io a qualche considerazione personale. Tutti sappiamo che Lei è stato militante del partito socialista, nonchè esponente di rilievo dell’ “Avanti!” (su questo non mi stupisco, visto che nella lista dei Suoi predecessori ci sono nomi molto piu’ illustri e famosi…) e di “Repubblica”, insomma, si potrebbe dire che nel suo passato come da Sua stessa ammissione, c’è stata un bel po’ di sinistra. Non è che per caso Lei piu’ che per un ideale di democrazia è passato sulla sponda del tirannosaurus Berx perchè li’ è piu’ facile assaporare il dolce gusto del potere, magari infilandoci anche una puntina di vendetta verso i “compagni” di una volta, prendendoli per il culo per essere rimasti sulla nave che affondava mentre Lei si è rifugiato verso lidi migliori? Forse perchè su quella sponda li’ più che la coerenza e la capacità, conta il saperlo prendere in culo con un bel sorriso di circostanza? Mi scusi se mi pongo questo dubbio, ma rileggendo il suo inno ad Israele, mi vengono forti perplessità sul significato che Lei dà al termine “DEMOCRAZIA”

Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci, ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. Io voglio gridare, voglio esaltare la guerra di Israele. Voglio che Israele con mano chirurgica e ferma colpisca e cauterizzi, che con mano pietosa distrugga col fuoco. I piloti devono avere occhi di chi non può consentirsi emozioni, le mani ferme sulle leve e i joy stick nei carri roventi che macinano la terra e la sabbia, mani che stringono armi e vuotano caricatori, menti gelide nel deserto rovente. Va e colpisci anche per i francesi che esaltano i loro zizù zazà zulù zozò, le loro cornate da capre mentre Parigi si appresta a bruciare di nuovo, e per quella gente di formaggio e paura che abita l’Olanda fertile di musulmani e la Svezia musulmana e la Danimarca musulmana e i loro maledetti covi e riti, via spazzateli tutti, purgateli, eliminateli, colpisci anche per loro, per noi, Israele. Oh Israele, se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l’autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l’abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei, Israele, essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema, e sparare, e di poesia, e sparare, e di musica, e correre, e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele!. (da Il Giornale)

Credo che se realmente Lei andasse a combattere come vorrebbe fare anzichè ammorbarci con la Sua squallida propaganda riuscirebbe a dimostrare quel filo di coerenza che finora non ha mai dimostrato…
Ah, un ultima cosa, fossi in Lei mi vergognerei profondamente di parlare ancora di DEMOCRAZIA dopo essere stato capace di scrivere un tale “elogio” alla violenza, alla guerra, all’orrore. Mamma mia, che tristezza.
Con osservanza,
una delle tante che capisce quanto le fa comodo questa classe dirigente di sinistra opaca, pigra, incompetente e saltuariamente isterica.

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